18 Aprile, 2014

Ponte della Gioconda

18 Aprile, 2014

A qualche chilometro da Arezzo, sulla strada Setteponti che conduce a Castiglion Fibocchi, Loro Ciuffenna, Pian di Scò, si trova Ponte Buriano, un opera di architettura medievale che, sebbene a transito alternato, riesce a far fronte alle esigenze del traffico odierno. 

Ma non sono certo i grossi camion che l’attraversano a colpire l’attenzione di chi l’osserva, è piuttosto la sua struttura architettonica che con le sue possenti arcate sembra quasi galleggiare sull’Arno che in questo tratto non è profondo, ma molto largo per il vicino invaso della Penna e perché la zona è abbastanza pianeggiate.
Sicuramente questo ampio specchio d’acqua sotto Ponte Buriano influisce molto sul fascino di questa opera architettonica medievale a cui si lavorò quasi quaranta anni, dal 1240 al 1277. Nei vari momenti del giorno e della conseguente variazione dell’orientamento e inclinazione della luce sonare, Ponte Buriano ci può apparire come “un’opera d’arte mutevole”. Personalmente lo definisco “una poesia sull’Arno” oppure “un’opera d’arte mutevole” perché con il mutare dei colori dell’ambiente circostante e il variare dell’orientamento e dell’inclinazione della luce solare Ponte Buriano ci appare sempre diverso.
Ponte Buriano con la sua robusta e possente struttura a sei arcate ha resistito a tutte le alluvioni degli ultimi 850 anni, con la sua bellezza ha saputo vincere la furia distruttiva della guerra. Quando i tedeschi si ritiravano, alla fine della seconda guerra mondiale, minavano tutti i ponti che si trovavano sul loro percorso. Di fronte ad un’opera architettonica di tale fascino come Ponte Buriano non trovarono il coraggio di farlo saltare in aria.

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